Gruppo GS: stato di agitazione e nodi della rete in franchising
I sindacati proclamano lo stato di agitazione nel Gruppo GS. Tra i nodi aperti, la razionalizzazione della rete in franchising e gli investimenti.
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Il confronto tra Gruppo GS (New Princes), ex Carrefour, e le organizzazioni sindacali si interrompe. Il 16 ottobre 2026 Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato lo stato di agitazione e annunciato assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Tra le questioni rimaste aperte figurano la razionalizzazione della rete in franchising, le tutele per il personale coinvolto e gli investimenti nei punti vendita.
La rottura del confronto e la mobilitazione
Secondo il comunicato pubblicato da Fisascat, la decisione delle tre organizzazioni è arrivata dopo l’interruzione del confronto da parte del presidente Angelo Mastrolia durante l’incontro del 16 ottobre. La ricostruzione sindacale riferisce l’annuncio del blocco delle relazioni sindacali e del percorso di assunzione del personale in appalto nella società controllata New Services.
Nello stesso incontro, sempre secondo i sindacati, l’azienda avrebbe espresso la volontà di ridurre nel 2027 il costo del lavoro, giudicato eccessivo. Il comunicato riferisce inoltre accuse rivolte ai dipendenti sul cattivo andamento aziendale e l’annuncio di un inasprimento delle contestazioni nei confronti del personale.
È su questo insieme di elementi che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno fondato la proclamazione dello stato di agitazione. Le assemblee annunciate avranno il compito di informare lavoratrici e lavoratori sullo stato del confronto e sulle ragioni della mobilitazione. La notizia riguarda quindi una vertenza aperta, non un accordo già raggiunto sulle condizioni di lavoro o sulla riorganizzazione.
Franchising: stipendi e continuità occupazionale tra i nodi
Per la comunità del franchising, il passaggio più rilevante riguarda il percorso di razionalizzazione della rete. Le organizzazioni sindacali segnalano fallimenti di alcuni imprenditori, mancati pagamenti degli stipendi e preoccupazioni per i trattamenti di fine rapporto e per il futuro occupazionale del personale coinvolto.
Sono criticità che il comunicato collega esplicitamente alla rete in franchising. Vanno tuttavia mantenute distinte dalle altre questioni affrontate nel confronto: il percorso relativo al personale in appalto di New Services e le problematiche degli imprenditori affiliati sono riportati come nodi diversi della stessa vertenza.
La chiusura del tavolo, secondo le sigle sindacali, ha impedito di approfondire proprio il percorso di razionalizzazione. Le segnalazioni su stipendi e trattamenti di fine rapporto descrivono dunque le preoccupazioni espresse dai rappresentanti dei lavoratori, senza costituire l’annuncio di una soluzione concordata.
Anche il riferimento ai fallimenti riguarda alcuni imprenditori: non autorizza a estendere automaticamente quelle situazioni all’intera rete. Questa distinzione è importante per leggere la vicenda senza confondere singole criticità segnalate con una valutazione complessiva di tutti i punti vendita affiliati.
Investimenti, cambio di marchio e politiche commerciali
Un altro capitolo rimasto aperto riguarda gli investimenti per il cambio di marchio e la ristrutturazione dei punti vendita. Secondo il comunicato sindacale, restano da chiarire sia i tempi sia la localizzazione degli interventi. Le organizzazioni richiamano inoltre criticità dei negozi ereditate dalla precedente gestione Carrefour.
Il tema degli investimenti si affianca a quello delle politiche commerciali e degli assortimenti. Nella valutazione dei sindacati, i cambiamenti introdotti non sembrano trovare riscontro nelle vendite. Si tratta di un giudizio attribuito alle organizzazioni dei lavoratori, non di un dato quantitativo sull’andamento commerciale del gruppo.
La vertenza comprende quindi più piani: condizioni di lavoro, assetto della rete, scelte commerciali e interventi sui negozi. L’interruzione del confronto li lascia contemporaneamente aperti, senza che il comunicato annunci un calendario condiviso per affrontarli o un’intesa sugli investimenti.
Cosa seguire nelle prossime fasi
Il passaggio annunciato è lo svolgimento delle assemblee nei luoghi di lavoro. Saranno dedicate all’informazione sul confronto interrotto e alle motivazioni dello stato di agitazione. Per gli affiliati e per chi segue la comunità del franchising, i punti da monitorare restano l’evoluzione della razionalizzazione, le risposte alle criticità occupazionali segnalate e le precisazioni sugli interventi nei negozi.
La vicenda richiede soprattutto di distinguere tra intenzioni aziendali riferite dai sindacati, problemi denunciati e decisioni effettivamente concordate. Indicazione pratica: prima di valutare le conseguenze per un singolo punto vendita, verificare le comunicazioni che lo riguardano direttamente, senza attribuire a tutta la rete le situazioni segnalate per alcuni imprenditori.



