Franchising in Italia: donne al 35% tra gli affiliati
Le donne sono il 35% degli affiliati. Secondo la ricerca Patrigest per Assofranchising, il 79% delle insegne ne prevede una presenza crescente.
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Le donne rappresentano il 35% degli affiliati in Italia, contro il 22% dell’imprenditoria nel suo complesso. È uno dei dati della ricerca Patrigest per Assofranchising presentata nella prima giornata del Salone Franchising Milano, svoltosi dall’1 al 3 ottobre 2026. Per la comunità del franchising, il risultato porta in primo piano la partecipazione femminile alla guida delle attività, oltre ai consueti indicatori su fatturato e aperture.
Una presenza superiore al riferimento nazionale
Il confronto, riportato da Teleborsa il 5 ottobre, evidenzia una distanza di 13 punti percentuali tra la quota femminile tra gli affiliati e quella indicata per l’imprenditoria nel suo complesso. Le donne restano dunque una minoranza tra i franchisee, ma la loro presenza risulta più elevata rispetto al riferimento nazionale utilizzato nella ricerca.
È importante leggere correttamente il dato: il 35% riguarda gli affiliati, non le persone occupate nei punti vendita e neppure le figure alla guida delle società affilianti. Si parla quindi della partecipazione femminile sul versante di chi conduce un’attività aderendo a una rete commerciale.
Il confronto descrive una differenza, senza dimostrarne da solo le cause. Non permette, per esempio, di attribuire il risultato a specifiche formule contrattuali, a condizioni di investimento più favorevoli o a particolari politiche di selezione. La notizia è la consistenza della presenza femminile nella comunità italiana del franchising, non la prova automatica che ogni proposta di affiliazione offra le stesse opportunità.
Il 79% delle insegne si aspetta un aumento
Alla fotografia attuale si aggiunge un’indicazione sulle prospettive: secondo la stessa ricerca, il 79% delle insegne prevede una presenza femminile crescente nei prossimi tre anni. Si tratta di una quota ampia delle reti interpellate, che rende il tema rilevante anche per chi sta programmando lo sviluppo delle affiliazioni.
Questa percentuale esprime però un’aspettativa delle insegne. Non significa che il numero delle affiliate aumenterà del 79%, né che le donne raggiungeranno quella quota sul totale dei franchisee. Non è inoltre un conteggio di nuove aperture già deliberate o di contratti già sottoscritti.
La distinzione conta per valutare la portata della notizia: il dato del 35% descrive la presenza attuale, mentre quello del 79% misura quanto sia diffusa la previsione di un suo rafforzamento. Letti insieme, i due indicatori mostrano una partecipazione già significativa e un orientamento delle reti verso una crescita ulteriore, senza quantificarne l’esito futuro.
Il contesto: una comunità di 707 insegne
I dati sulla partecipazione femminile si inseriscono nel quadro del Rapporto Assofranchising Italia 2026, elaborato da Patrigest con TEHA Group. Secondo i numeri riportati da Teleborsa, nel 2025 la comunità italiana del franchising comprendeva 707 insegne e 62.449 punti vendita, con 327.200 addetti.
Queste dimensioni aiutano a capire perché la composizione della base imprenditoriale meriti attenzione accanto ai risultati economici. Sarebbe tuttavia scorretto applicare automaticamente il 35% al numero dei punti vendita per ottenere il totale delle imprenditrici: affiliati e unità commerciali sono grandezze diverse e non vanno sovrapposte.
La presentazione della ricerca è avvenuta durante la 39ª edizione del Salone Franchising Milano, organizzata da Fiera Milano all’Allianz MiCo. L’appuntamento ha quindi offerto una sede di confronto non soltanto sulle dimensioni delle reti, ma anche su chi partecipa al loro sviluppo attraverso l’affiliazione.
Dalle aspettative alla valutazione di una rete
Per un’aspirante affiliata, questi numeri costituiscono un riferimento utile, non una garanzia sulla singola proposta. La presenza femminile complessiva non sostituisce l’esame dell’investimento richiesto, degli impegni contrattuali, della formazione e dell’assistenza previste dall’insegna.
Un passo concreto può essere chiedere di conoscere l’esperienza di altre affiliate della rete: quali responsabilità gestiscono direttamente, quale supporto ricevono e come hanno organizzato l’avvio dell’attività. Sono domande che aiutano a portare il confronto dai dati aggregati alle condizioni operative del progetto considerato.
Indicazione pratica: usare il dato nazionale come punto di partenza, poi verificare documenti, costi e supporto della singola rete. Le aspettative di crescita diventano rilevanti per una scelta imprenditoriale solo quando trovano riscontro in una proposta concreta e sostenibile.
Fonti
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- Franchise news Italy
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