Pizza della Longevità: raccolta per il progetto franchising
Antiaging Italian Food punta a raccogliere fino a 1,23 milioni di euro. A Bologna il laboratorio pilota per preparare la rete in franchising.
Pubblicato il

Antiaging Italian Food prepara lo sviluppo in franchising della Pizza della Longevità attraverso una nuova fase di raccolta di capitale. La PMI innovativa bolognese, cofondata dalla nutrizionista Chiara Manzi e dal manager Danilo Pertosa, ha aperto la seconda fase della propria campagna di finanziamento partecipativo in capitale sulla piattaforma Opstart. Il progetto prevede una raccolta fino a 1,23 milioni di euro, con un percorso che parte dalla sperimentazione del formato a Bologna.
La raccolta finanzia un progetto su più canali
Secondo quanto riportato da Mark Up il 16 ottobre 2026, la campagna prevede una quota minima di investimento di 5.000 euro. Nelle precedenti tornate di raccolta, Antiaging Italian Food ha già ottenuto oltre un milione di euro, coinvolgendo una base societaria di più di 200 investitori.
La nuova operazione sostiene una strategia che non si limita all'apertura di locali. Le risorse saranno destinate allo sviluppo della rete fisica e alla strutturazione del modello di franchising, ma anche al potenziamento della filiera di approvvigionamento e della capacità produttiva delle basi pizza per il commercio elettronico diretto al consumatore.
Nel piano rientra inoltre il lancio del caffè premium Vezzality, previsto per i locali della rete, la vendita al dettaglio e il canale online. Il quadro è quindi quello di un progetto integrato: la futura presenza sul territorio si affianca al rafforzamento della produzione e delle vendite digitali.
È importante distinguere la quota richiesta agli investitori su Opstart dai costi di un'eventuale affiliazione. I 5.000 euro indicati riguardano la partecipazione alla raccolta di capitale, non rappresentano il prezzo per aprire una pizzeria del marchio.
Bologna sarà il banco di prova del formato
La validazione del modello di ristorazione avverrà presso Cucina Evolution Experience, a Bologna. Una sala dedicata del ristorante fungerà da laboratorio pilota, con il compito di mettere alla prova gli elementi operativi ed economici della proposta prima dello sviluppo della rete.
I parametri indicati sono quattro: menu, marginalità, scontrino medio ed esperienza del cliente. Sono aspetti distinti ma collegati, perché riguardano sia ciò che il locale propone sia il modo in cui quella proposta può tradursi in un'attività economicamente sostenibile.
Il menu definisce l'offerta; la marginalità ne misura l'equilibrio economico; lo scontrino medio aiuta a leggere il valore degli acquisti; l'esperienza del cliente riguarda il funzionamento complessivo della visita al ristorante. La sperimentazione annunciata dovrà dunque andare oltre il solo prodotto, osservando il formato nel suo insieme.
Per la comunità del franchising, questo è il passaggio centrale della notizia: il progetto prevede una fase pilota esplicita. L'annuncio riguarda un percorso di costruzione e verifica della rete, non risultati già conseguiti da una catena di locali affiliati.
Circa 120.000 euro per progettare la rete
La progettazione del franchising sarà affidata a una società di consulenza specializzata, con un investimento dedicato di circa 120.000 euro. Questa voce è distinta dall'obiettivo complessivo della raccolta e riguarda la preparazione del modello di affiliazione.
Anche in questo caso, la natura della cifra conta: non si tratta dell'investimento richiesto a un singolo futuro affiliato, ma della somma prevista dall'azienda per progettare la rete. Confondere i due importi darebbe una lettura errata dell'operazione.
Il piano tiene insieme due attività: verificare il formato nel laboratorio bolognese e strutturare il suo sviluppo in franchising. La prima riguarda il funzionamento del locale; la seconda prepara il passaggio a un'organizzazione di rete. Sono questi i fronti annunciati sui quali osservare l'evoluzione del progetto.
Cosa significa per chi guarda all'affiliazione
La notizia introduce nella comunità italiana del franchising un progetto di ristorazione che cerca capitali per trasformare una proposta nutrizionale in una rete fisica, mantenendo anche il canale di vendita online. La denominazione Pizza della Longevità identifica il prodotto e il progetto commerciale: non va interpretata, da sola, come una prova di benefici per la salute.
Per un potenziale candidato, il punto da seguire è il passaggio dalla sperimentazione alla proposta di affiliazione. I risultati del laboratorio pilota potranno costituire un riferimento utile per valutare il modello, insieme alle condizioni economiche e operative della futura rete.
Indicazione pratica: distinguere sempre investimento nel capitale della società e investimento per aprire un locale. Prima di valutare un'affiliazione, chiedere i risultati del pilota e un piano economico specifico per il punto vendita.
Fonti
- OroEtic punta a 50 negozi, in arrivo un evento a Bologna
- Franchising in Italia da 39 miliardi: affiliati, marchi, settori e costi
- Antiaging Italian Food lancia la Pizza della Longevità in franchising
- GS riporta 54 negozi in gestione diretta: il turnaround passa dal controllo del punto vendita?
- É possibile aprire un ristorante Dispensa Emilia in Italia?
- OroEtic vince il Next Generation Franchise Award 2026
- Vistamare porta il fast food di pesce di Taranto in franchising
- Rosso Molino, il nuovo brand premium di Rossopomodoro



