Franchising in Lombardia: 12,6 miliardi e 128.683 addetti
La Lombardia genera il 32,3% del valore del franchising italiano. I dati 2025 al centro del confronto al Salone di Milano.
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La Lombardia concentra quasi un terzo del giro d’affari della comunità italiana del franchising e circa quattro addetti su dieci. Sono i numeri che emergono alla vigilia del Salone Franchising Milano 2026: 12,6 miliardi di euro di giro d’affari e 128.683 occupati nel 2025. Un peso che rende la regione un punto di osservazione importante per leggere la crescita delle reti e le sfide legate alla domanda.
Il peso della Lombardia nei conti nazionali
Secondo i dati riportati da Affaritaliani il 30 settembre, in occasione della presentazione della manifestazione, la Lombardia rappresenta il 32,3% del giro d’affari nazionale del franchising. Il valore regionale di 12,6 miliardi di euro si inserisce in un totale italiano di 39 miliardi, pari all’1,7% del Pil nazionale.
Ancora più marcata è la concentrazione dell’occupazione: i 128.683 addetti lombardi equivalgono a circa il 40% del totale italiano. La quota regionale sul lavoro risulta quindi superiore a quella sul giro d’affari. È un elemento utile per descrivere la distribuzione geografica della comunità, ma non basta, da solo, per formulare giudizi sulla produttività o sulla redditività delle singole reti.
Questi numeri raccontano la dimensione raggiunta dall’affiliazione commerciale nella regione. Non indicano invece quanto sia cresciuta la Lombardia rispetto all’anno precedente: nella ricerca disponibile non è riportato un tasso di variazione regionale. La distinzione conta, soprattutto per chi utilizza i dati aggregati come primo orientamento per un progetto imprenditoriale.
L’occupazione cresce, ma il dato è nazionale
Il quadro italiano del 2025 comprende 62.449 punti vendita e 327.200 addetti, con un aumento dell’occupazione del 12% rispetto all’anno precedente, secondo i numeri pubblicati da Affaritaliani. Anche ANSA riporta la crescita del 12%, indicando un totale arrotondato di 327.000 addetti e attribuendo i dati presentati alla vigilia ad Assofranchising.
Il segnale principale è dunque l’ampliamento della base occupazionale della comunità del franchising. Il dato nazionale non va però trasferito automaticamente alla Lombardia, né interpretato come una misura delle assunzioni effettuate da ciascun marchio: descrive l’andamento complessivo, non quello delle singole attività.
Un’altra indicazione arriva da Federfranchising, che quantifica nell’8% la crescita dei punti vendita nell’ultimo anno. Si tratta di un indicatore distinto dall’incremento degli addetti, proveniente da un’altra associazione. I due numeri documentano aspetti diversi dello sviluppo delle reti e vanno mantenuti separati, senza ricavarne rapporti automatici tra aperture e nuova occupazione.
Per gli aspiranti affiliati, la lettura utile è quindi duplice: riconoscere la consistenza della comunità e verificare poi come ogni proposta commerciale traduca quella dimensione in organizzazione, personale e gestione quotidiana.
La domanda debole impone una lettura prudente
Alla crescita si affianca un contesto commerciale meno favorevole. Il Retailer Barometer Confimprese-Jakala segnala un calo della domanda dello 0,6% nei primi otto mesi del 2026, richiamato sia da ANSA sia da Affaritaliani. Anche le reti in affiliazione restano esposte a questa debolezza.
ANSA descrive il franchising come leggermente più resiliente rispetto all’andamento generale del commercio. È una valutazione di tenuta relativa, non l’indicazione che tutte le insegne o tutti i negozi stiano crescendo. L’espansione della rete e l’andamento delle vendite sono piani diversi, che richiedono verifiche separate.
C’è inoltre una differenza temporale da rispettare: i valori economici e occupazionali dettagliati si riferiscono al 2025, mentre il dato sulla domanda riguarda i primi otto mesi del 2026. Affiancarli aiuta a comprendere il contesto, ma non consente di anticipare il risultato dell’intero 2026.
A Milano il confronto passa dai numeri alle persone
Questi temi accompagnano la 39ª edizione del Salone Franchising Milano, organizzata da Fiera Milano dall’1 al 3 ottobre 2026 all’Allianz MiCo. Sono attesi 121 marchi espositori, tra cui 15 esteri provenienti da 11 Paesi: un’occasione di confronto per la comunità italiana e per gli operatori internazionali.
Il programma comprende oltre 70 appuntamenti formativi e convegni, con più di 100 relatori tra Main Stage e Franchising Talks. Sul solo Main Stage sono previsti 20 incontri nelle tre giornate, con 60 relatori. La formazione affianca così l’incontro tra marchi, potenziali affiliati, investitori e professionisti.
Indicazione pratica: chi valuta un’affiliazione in Lombardia può usare questi dati come contesto, non come garanzia di risultato. Il passo successivo è chiedere alla rete informazioni specifiche sul territorio, sul personale necessario e sull’andamento dei punti vendita comparabili, distinguendo sempre la crescita nazionale dalle prospettive del singolo progetto.



