Ca’ Pelletti punta sul franchising dopo cinque locande
Il marchio del Gruppo Surgital apre ai partner dopo oltre dieci anni di gestione diretta. Formazione e filiera integrata al centro del modello.
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Ca’ Pelletti prepara una nuova fase di sviluppo attraverso il franchising, partendo da cinque locande e da oltre dieci anni di gestione diretta. Il marchio di ristorazione contemporanea d’ispirazione romagnola, nato nel 2013 all’interno del Gruppo Surgital, intende trasferire ai nuovi affiliati il modello costruito nei propri locali. A illustrarne il percorso è Elena Bacchini, amministratrice delegata di Ca’ Pelletti Retail, in un’intervista pubblicata da Economy il 22 ottobre 2026.
Dalle locande dirette alla ricerca di partner
La rete attuale comprende due locande a Bologna, una a Milano, una a Padova e una all’interno del centro commerciale Oriocenter. È questa la base operativa dalla quale l’insegna vuole avviare l’espansione in affiliazione, valorizzando l’esperienza accumulata in ambienti commerciali differenti.
Il passaggio al franchising viene presentato da Bacchini come l’esito di un lavoro di sperimentazione e perfezionamento. La gestione diretta ha consentito di mettere alla prova la formula sia nei centri storici sia nelle aree di ristorazione dei centri commerciali, costruendo procedure da trasferire ai futuri partner.
Per la comunità del franchising, la novità riguarda dunque l’apertura di un percorso di affiliazione fondato su locali già operativi. Il progetto descritto dall’azienda non coincide con l’annuncio di una nuova locanda affiliata: al centro c’è la ricerca di imprenditori con cui sviluppare la rete mantenendo coerenza con il modello esistente.
Chi cerca Ca’ Pelletti per la crescita
L’insegna si rivolge a imprenditori, operatori che gestiscono più punti vendita, investitori e manager. Secondo quanto spiegato dall’amministratrice delegata, non è indispensabile avere già lavorato nella ristorazione. Nella selezione contano invece capacità organizzativa, attenzione al cliente, conoscenza del territorio e disponibilità ad applicare gli standard del sistema.
Il profilo delineato mette quindi insieme presidio locale e adesione a un metodo comune. La conoscenza della piazza è una delle qualità richieste, ma si affianca alla capacità di lavorare entro procedure condivise: il partner ricercato deve poter interpretare il proprio mercato senza rinunciare all’impostazione della rete.
In questo percorso si inserisce la partecipazione al Salone Franchising Milano, in programma dall’1 al 3 ottobre 2026 all’Allianz MiCo, con il gruppo di Food Brand Basket. Bacchini ha indicato la manifestazione come occasione per incontrare direttamente imprenditori, investitori e operatori interessati a conoscere la formula e le sue prospettive di sviluppo.
Il supporto previsto per gli affiliati
La proposta illustrata da Ca’ Pelletti comprende formazione, procedure e manuali operativi, supporto all’apertura, filiera di approvvigionamento integrata, controllo di gestione, marketing e assistenza continuativa. Sono gli strumenti attraverso i quali l’azienda intende trasferire l’esperienza maturata nella conduzione delle locande dirette.
L’obiettivo dichiarato è ridurre le complessità operative per consentire all’affiliato di concentrarsi sullo sviluppo dell’attività e sulla valorizzazione del territorio. Si tratta di un obiettivo del modello di supporto, non di una garanzia sui risultati economici del singolo punto vendita.
Il progetto non si limita quindi all’utilizzo del marchio o alla proposta gastronomica. Nella descrizione dell’azienda, l’affiliazione comprende anche l’organizzazione quotidiana del locale e gli strumenti per seguirne la gestione. Per chi valuta l’ingresso nella rete, sono aspetti da approfondire insieme alle modalità concrete con cui formazione e assistenza vengono erogate nelle diverse fasi dell’attività.
Sviluppo selettivo e prospettive oltre l’Italia
La direzione indicata da Bacchini è una crescita strutturata e coerente, attraverso partner che condividano la visione dell’insegna e un orizzonte di lungo periodo. La modularità della formula, secondo l’azienda, apre possibilità anche in luoghi ad alta frequentazione e negli spazi commerciali legati ai viaggi.
Accanto allo sviluppo italiano compare una prospettiva internazionale. Ca’ Pelletti intende portare in nuovi mercati una proposta di ristorazione contemporanea, accessibile e replicabile, facendo leva sulla riconoscibilità della cucina italiana e sulla trasferibilità del sistema operativo. Queste indicazioni descrivono le direttrici del progetto, non aperture estere già realizzate.
Indicazione pratica: chi considera l’affiliazione dovrebbe partire dal confronto tra il supporto annunciato e le esigenze della propria sede: formazione, approvvigionamenti, controllo di gestione e assistenza sono i punti da verificare nel dialogo con l’insegna, insieme alla propria disponibilità ad applicarne gli standard.



