Alice Pizza apre in franchising a San Donà di Piave
Nuova pizzeria al Centro Piave con l’affiliato Gianluca Ercolin. Il franchising è la leva principale del piano verso 400 punti vendita.
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Alice Pizza aggiunge un nuovo indirizzo alla propria rete italiana: il 22 ottobre 2026 l’insegna romana inaugura una pizzeria in franchising nel Centro Commerciale Centro Piave, a San Donà di Piave, in provincia di Venezia. A guidare il locale è Gianluca Ercolin, presentato dal marchio come nuovo partner. L’apertura si inserisce in un percorso di sviluppo che assegna agli affiliati un ruolo centrale.
Il nuovo punto vendita al Centro Piave
La notizia riguarda un’apertura con una sede e un imprenditore già identificati: il Centro Piave ospita la nuova pizzeria e la gestione è affidata al franchisee Gianluca Ercolin. Per la comunità del franchising, è un esempio concreto dell’espansione di Alice Pizza attraverso nuovi partner locali.
Il formato è quello della pizza al taglio, attorno al quale il marchio, fondato a Roma nel 1989, ha costruito la propria identità. La scelta di un centro commerciale è coerente con i canali indicati per lo sviluppo della rete: oltre ai centri commerciali, il piano comprende i parchi commerciali e i luoghi legati ai flussi di viaggio.
L’apertura veneta va letta come una singola tappa di questo percorso, non come il completamento del programma nazionale. Il dato più rilevante è l’ingresso di un nuovo affiliato alla guida del punto vendita: l’espansione del marchio passa anche dalla selezione e dall’accompagnamento di imprenditori che assumono la gestione dei locali.
Una rete mista con un obiettivo di 400 pizzerie
I dati riferiti a giugno 2026 descrivono una rete di 231 punti vendita, suddivisa quasi a metà tra gestione diretta e franchising. Di questi, 220 si trovavano in Italia, con una presenza concentrata soprattutto tra Roma e Milano, mentre gli altri 11 erano distribuiti tra Francia, Spagna, Malta, Hong Kong e Stati Uniti.
Il giro d’affari della rete ha superato i 115 milioni di euro nel 2025. È importante mantenere distinti i riferimenti temporali: questa cifra riguarda l’attività dell’anno precedente, mentre il conteggio delle 231 pizzerie fotografa la situazione di giugno 2026.
A inizio ottobre, la testata Food Service ha riportato un aggiornamento che colloca la rete intorno ai 240 punti vendita e indica un obiettivo industriale di 400 locali. Il franchising viene individuato come leva principale per raggiungere quella dimensione.
Si tratta di un traguardo programmato, non di aperture già realizzate. La nuova pizzeria di San Donà di Piave si colloca dunque tra l’attuale consistenza della rete e un’ambizione di crescita più ampia, nella quale gestione diretta e affiliazione continuano a rappresentare le due componenti del modello.
Il passaggio di proprietà annunciato a giugno
Lo sviluppo commerciale procede mentre Alice Pizza affronta anche un cambiamento nella propria compagine proprietaria. L’operazione annunciata a giugno prevede il passaggio del 100% del capitale a Made in Italy Fund II insieme a Capdesia Group, con l’uscita di Green Arrow Capital e della famiglia Giovannini.
L’annuncio dell’operazione e l’apertura al Centro Piave sono due fatti distinti. Il primo riguarda l’assetto societario; la seconda riguarda l’ampliamento operativo della rete attraverso un nuovo partner. Non è quindi necessario attribuire alla singola inaugurazione effetti sul passaggio di proprietà, né considerare l’annuncio come prova del completamento dell’operazione.
Per chi segue la comunità del franchising, entrambi gli elementi contribuiscono a delineare la fase attraversata dall’insegna: da un lato l’evoluzione dell’azionariato annunciata, dall’altro un programma di espansione che continua a fare spazio agli affiliati.
Formazione e accompagnamento per i candidati
Sul proprio sito dedicato al franchising, Alice Pizza presenta un percorso condiviso con l’affiliato che comprende formazione, supporto nell’apertura e accompagnamento negli iter amministrativi. Sono questi gli elementi dichiarati con cui l’insegna descrive il rapporto con i potenziali partner.
Il modulo di contatto domanda al candidato se possiede già esperienza nella ristorazione, senza fissare requisiti formali. Questo dettaglio non equivale però a un’ammissione automatica: la raccolta delle informazioni sul profilo resta un passaggio distinto dalla definizione del progetto di apertura.
Indicazione pratica: per chi valuta l’affiliazione, l’apertura di San Donà di Piave offre un caso da osservare. Prima di decidere, è utile chiedere come formazione, assistenza amministrativa e supporto iniziale vengano applicati alla propria sede e al proprio progetto imprenditoriale.



