Grenke: raddoppiano i volumi del noleggio nel franchising
Grenke segnala volumi raddoppiati nel franchising nel 2026. Arredi e dotazioni a noleggio riducono l’esborso iniziale, ma hanno un costo da valutare.
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Il noleggio di arredi e dotazioni guadagna spazio nella comunità del franchising italiana. Grenke registra nel 2026 un raddoppio dei volumi legati alle reti: lo riferisce Matteo Santi, responsabile del Partnership Program di Grenke Italia, in un’intervista pubblicata da ItalyPost il 1° novembre. Al centro della crescita c’è una scelta concreta per chi apre un punto vendita: distribuire nel tempo la spesa per l’allestimento invece di sostenerla subito.
Volumi in crescita, con la ristorazione in primo piano
Il dato comunicato da Santi è un aumento del 100% dei volumi Grenke nel franchising nel 2026. È un indicatore riferito all’attività dell’azienda, non una misura dell’intero mercato italiano del noleggio né del numero di nuove aperture delle reti.
La ristorazione rappresenta la componente più rilevante: secondo Santi, assorbe tra il 35% e il 50% dei volumi della società nella comunità del franchising. Seguono moda e fitness. L’intervista non dettaglia il peso delle singole categorie oltre a quello della ristorazione, ma individua anche altri ambiti in crescita: servizi legati alla salute, ottica e attività rivolte alla popolazione anziana.
Tra gli esempi citati figurano i centri di medicina estetica rigenerativa e le palestre automatizzate aperte 24 ore su 24, sette giorni su sette. Sono indicazioni sulle direzioni commerciali osservate da Grenke, non annunci di nuove reti o di specifiche aperture.
Dall’acquisto iniziale al canone periodico
La spiegazione proposta da Santi parte dalla gestione della liquidità. Allestire un punto vendita può richiedere di impegnare subito decine di migliaia di euro. Il noleggio operativo sostituisce quell’esborso iniziale con un canone, lasciando risorse disponibili per la gestione quotidiana.
«Invece di immobilizzare subito decine di migliaia di euro per l’allestimento di un punto vendita, con il noleggio operativo la dotazione iniziale si trasforma in un costo d’affitto sostenibile», afferma il manager. La sostenibilità resta però una valutazione da rapportare alle condizioni del contratto e ai conti del singolo punto vendita: la formula non elimina il costo delle attrezzature, ma ne modifica la distribuzione nel tempo.
Nell’intervista Santi presenta il noleggio come un contratto commerciale d’affitto, con un canone fisso che permette di pianificare la spesa. Per un affiliato, il confronto utile non riguarda quindi soltanto quanto occorre per aprire, ma anche quanto la dotazione peserà mese dopo mese sulla gestione.
Durate fino a 84 mesi e costo del servizio
I contratti di noleggio B2B descritti da Grenke partono da un minimo di 13 mesi e arrivano a 84 mesi. Nel franchising, precisa Santi, la durata si concentra generalmente sui 60 mesi: un orizzonte di cinque anni, da considerare nella pianificazione economica del negozio o del locale.
Alla minore uscita iniziale corrisponde un costo aggiuntivo. Santi indica un impatto lordo medio intorno al 2% in più all’anno rispetto all’acquisto diretto, specificando che il valore è variabile. Questa indicazione non va letta come una tariffa universale o come il prezzo applicabile automaticamente a qualsiasi allestimento.
La distinzione è importante: conservare liquidità e spendere meno non sono la stessa cosa. Il vantaggio illustrato dal manager riguarda soprattutto la disponibilità di cassa. La convenienza complessiva richiede invece un confronto tra l’offerta di acquisto e quella di noleggio, considerando durata, canoni e condizioni effettivamente proposte.
Gli obiettivi di Grenke e le scelte degli affiliati
Nata nel 1978 a Baden-Baden, Grenke opera nella locazione operativa tra imprese. Nell’intervista viene indicata una quota di mercato del 33,5% nelle operazioni sotto i 25 mila euro. Intesa Sanpaolo partecipa a Grenke Italia con il 17%, dopo il conferimento di Rent ForYou.
Santi collega la crescita al mercato privato e alla collaborazione con partner come Intesa Sanpaolo. L’obiettivo dichiarato è raggiungere un miliardo di euro di volumi complessivi in Italia entro il 2032: un traguardo aziendale che non riguarda soltanto il franchising e che resta distinto dai risultati comunicati per il 2026.
Per la comunità del franchising, la notizia mette in evidenza uno strumento di gestione dell’investimento iniziale, non una garanzia di espansione. Indicazione pratica: prima di scegliere, affiancare al preventivo d’acquisto un prospetto dei canoni per l’intera durata contrattuale e verificare quanta liquidità rimane realmente disponibile per gestire il punto vendita.



