Franchising: calcolare la liquidità prima di investire
Come stimare la liquidità necessaria per aprire un franchising e affrontare i primi mesi, senza confondere utile, incassi e credito disponibile.
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Entrare in una comunità di franchising richiede più della somma indicata come investimento iniziale. Occorre poter pagare le scadenze anche mentre l’attività sta costruendo la propria clientela. Prima di scegliere un marchio, prepara quindi un piano di liquidità: un prospetto che mostri quando il denaro entra, quando esce e quale riserva serve per evitare che un avvio più lento blocchi l’impresa.
1. Distingui il costo di apertura dal fabbisogno di cassa
L’investimento presentato dall’affiliante può comprendere alcune spese di avvio, ma non necessariamente tutto ciò che dovrai finanziare. Chiedi sempre quali voci siano incluse, quali escluse e se gli importi siano esposti al netto o al lordo dell’IVA.
Organizza le uscite in tre gruppi:
- Spese prima dell’apertura: diritto d’ingresso, lavori, arredi, attrezzature, consulenze, pratiche amministrative e promozione iniziale.
- Somme immobilizzate: deposito cauzionale del locale, eventuali depositi contrattuali e anticipi richiesti prima di ricevere beni o servizi.
- Pagamenti durante l’avviamento: affitto, personale, utenze, assicurazioni, contributi, imposte, corrispettivi periodici all’affiliante e rate dei finanziamenti.
Un deposito rimborsabile non è necessariamente un costo economico definitivo, ma sottrae comunque denaro disponibile. Analogamente, l’IVA sugli acquisti può generare un credito senza trasformarsi subito in liquidità utilizzabile: tempi e modalità di recupero vanno verificati con il commercialista.
Tieni inoltre separata la riserva personale da quella dell’impresa. Se dovrai vivere dei ricavi dell’attività, inserisci nel piano anche il relativo fabbisogno, trattandolo correttamente secondo la forma giuridica scelta.
2. Costruisci un calendario degli incassi e dei pagamenti
Un conto economico previsionale non basta. Un’attività può risultare redditizia sulla carta e trovarsi senza denaro alla scadenza degli stipendi. Serve un prospetto mensile che parta dai pagamenti precedenti all’apertura e copra l’avviamento e un intero ciclo stagionale. Nei periodi più delicati, passa a un controllo settimanale.
Per ogni periodo indica:
- Liquidità disponibile all’inizio.
- Incassi effettivamente attesi, collocati alla data di accredito.
- Pagamenti previsti, secondo le scadenze reali.
- Eventuali apporti di capitale o erogazioni di credito.
- Saldo finale e riserva minima da mantenere.
Non trattare il fatturato come denaro già incassato. Considera eventuali dilazioni ai clienti, tempi di accredito degli intermediari di pagamento, rimborsi e trattenute delle piattaforme. Sul lato delle uscite, verifica se alcuni servizi vadano pagati anticipatamente o con periodicità diversa da quella mensile.
In Italia, la legge 6 maggio 2004, n. 129, che disciplina l’affiliazione commerciale, richiede all’articolo 3 che il contratto indichi espressamente l’ammontare degli investimenti e delle eventuali spese d’ingresso da sostenere prima dell’inizio dell’attività. Deve inoltre precisare le modalità di calcolo e pagamento delle royalties e l’eventuale incasso minimo da realizzare dall’affiliato.
Queste indicazioni sono una base per il piano, non una garanzia che la somma dichiarata copra ogni esigenza finanziaria. Traduci ciascun impegno contrattuale in una data e in un’uscita di cassa.
3. Misura la riserva con scenari prudenti
Non esiste una riserva universalmente adeguata a ogni formula commerciale. Il fabbisogno dipende dalla struttura dei costi, dalla stagionalità, dai tempi d’incasso e dalla velocità con cui arrivano i clienti.
Prepara uno scenario atteso e uno prudente. Nel secondo, verifica cosa succede se:
- l’apertura slitta mentre affitto e altri impegni sono già dovuti;
- gli incassi crescono più lentamente del previsto;
- i lavori richiedono interventi aggiuntivi;
- alcune uscite si concentrano nello stesso mese;
- il finanziamento viene erogato più tardi del previsto.
Il punto di partenza è il massimo disavanzo cumulato prima delle coperture finanziarie: quanto denaro manca nel momento più difficile del calendario. A questo aggiungi un margine motivato per gli imprevisti, evitando percentuali scelte senza analisi.
Chiedi all’affiliante quali ipotesi sostengano le previsioni e confrontale, quando possibile, con l’esperienza di affiliati con attività comparabili. Un punto vendita maturo non rappresenta automaticamente i primi mesi di una nuova apertura. Nella comunità di franchising, il confronto è utile soprattutto per individuare scadenze e difficoltà trascurate.
4. Abbina le coperture alle scadenze reali
Distingui tra capitale proprio disponibile, finanziamenti deliberati e semplici richieste in valutazione. Un contributo pubblico atteso o una disponibilità bancaria informale non possono essere considerati denaro certo.
Per ogni finanziamento verifica importo effettivamente erogabile, tempi, condizioni da soddisfare, spese, garanzie e calendario delle rate. Anche un periodo iniziale senza rimborso del capitale può prevedere interessi e altri esborsi.
Valuta con i consulenti la coerenza tra durata del finanziamento e impiego del denaro. Usare credito revocabile a breve termine per coprire interamente lavori e arredi può rendere fragile l’avvio. Eventuali garanzie personali, inoltre, richiedono una valutazione distinta del rischio familiare.
In pratica: prima di impegnarti, verifica che nello scenario prudente ogni scadenza trovi copertura con risorse disponibili o ragionevolmente certe. Se il saldo scende sotto la riserva minima, rivedi investimento, tempi o finanziamento prima della firma.
Fonti
- Come fare per aprire un franchising
- Aprire un franchising: breve guida
- Cos'è un franchising, come funziona e come avviarne uno | myPOS
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